Ogni quattro anni mi riprometto di essere più cauto, meno sbilanciate. E ogni quattro anni — dal Mondiale del 2006 in poi, il primo che ho seguito professionalmente — finisco per avere un’opinione netta su chi alzerà la coppa. Non è arroganza: è che l’analisi seria porta a conclusioni, non a nebbie di “forse” e “dipende”. Se stai leggendo questa pagina, probabilmente vuoi sapere cosa penso davvero del Mondiale FIFA 2026, non una lista di nomi con percentuali vaghe. Allora facciamo così: ti racconto il mio metodo, poi arrivo al verdetto. Senza scudi.
Il Mondiale 2026 è storicamente unico. Per la prima volta nella storia la competizione coinvolge 48 nazionali invece delle 32 precedenti, distribuite in 12 gironi da quattro squadre, con 104 partite in 39 giorni tra USA, Messico e Canada. Un torneo più lungo, più imprevedibile nelle fasi iniziali, e — dal punto di vista delle scommesse — più ricco di variabili da analizzare. La struttura premia la coerenza più della fiammata: chi gestisce bene il girone, entra nella fase a eliminazione diretta con energie fisiche e mentali intatte.
I favoriti del Mondiale 2026: analisi delle quote
Partiamo dai numeri, perché i numeri non mentono — o meglio, mentono molto meno delle opinioni non sostenute. Al momento della stesura di questa analisi, le quote dei bookmaker ADM convergono su un quadro abbastanza chiaro in cima alla classifica dei favoriti. Il Brasile è stabilmente primo, quotato tra 4.50 e 5.00 per la vittoria finale. Francia e Spagna seguono tra 5.50 e 6.50. L’Argentina — campione uscente — si trova tra 6.00 e 7.00, una forbice che riflette sia il rispetto per i campioni in carica sia la consapevolezza che nessuna squadra ha vinto due Mondiali consecutivi dal Brasile del 1958 e 1962.
Brasile: cinque titoli mondiali, qualificazione alla fase finale sudamericana come prima classificata, un attacco tra i più prolifici del mondo. La Seleção arriva al 2026 con una generazione che ha la giusta mix tra esperienza e freschezza. Il girone C — con Marocco, Scozia e Haiti — è tra i più gestibili tra i gironi assegnati alle favorite. Questo significa preservare energie per le fasi successive, un vantaggio non trascurabile in un torneo così lungo. La quota vincitore sopra 4.50 non è bassa in assoluto, ma riflette la giusta valutazione di un torneo imprevedibile.
Francia: campione in carica con la generazione dorata che si avvicina alla propria finestra di opportunità. Mbappé, Camavinga, Tchouaméni — un centrocampo e un attacco che sulla carta non ha rivali in Europa. Il rischio France è sempre lo stesso: gestire le tensioni interne a uno spogliatoio complicato e non bruciare le energie nei gironi. In Qatar 2022 la Francia è arrivata in finale partendo da un girone non irresistibile — la capacità di accelerare nei momenti giusti è la loro caratteristica principale.
Spagna: la squadra che più mi convince tatticamente. La nuova generazione guidata da Lamine Yamal ha dimostrato nel 2024 con la vittoria all’Europeo di poter competere ai massimi livelli con un calcio coerente e ben strutturato. Il 4-3-3 di De la Fuente è il sistema più raffinato tra le grandi favorite, e la profondità della rosa spagnola — almeno quindici giocatori intercambiabili di alto livello — è un vantaggio enorme su un torneo di sei settimane.
Germania: la grande incompiuta degli ultimi dieci anni di calcio internazionale. Campione del mondo nel 2014, eliminata al girone nel 2018 e nel 2022, semifinalista all’Europeo di casa nel 2024 — la Mannschaft ha le basi per tornare protagonista senza aver ancora trovato la coerenza necessaria. Il girone E con Costa d’Avorio, Ecuador e Curaçao è tra i più favorevoli assegnati a una grande. Se la Germania supera il girone con autorità, l’inerzia psicologica potrebbe portarla lontano. Le quote tra 10 e 14 per la vittoria finale riflettono questa ambivalenza del mercato.
Portogallo: il grande punto interrogativo del torneo. Senza Cristiano Ronaldo al centro del progetto — che nella sua versione 2026 non ha più il ruolo di titolare inamovibile che aveva nel passato — il Portogallo ha finalmente dovuto costruire un sistema collettivo. Vitinha, Bernardo Silva, Pedro Neto: la generazione successiva ha dimostrato qualità all’Europeo e nelle qualificazioni. La quota tra 14 e 18 per la vittoria finale è forse quella che riflette la maggiore incertezza strutturale.
Inghilterra: finalmente senza Southgate, con una rosa che sulla carta è tra le più ricche del torneo. La domanda è se il nuovo ciclo manageriale avrà il tempo di trovare un’identità di gioco riconoscibile. Storicamente, l’Inghilterra ai Mondiali tende a sopravanzare le aspettative nei gironi e sottoperformare nella fase a eliminazione diretta — un pattern che le analisi tattiche degli ultimi anni faticano a spiegare solo con la qualità tecnica. Kane, Bellingham, Saka: il talento individuale è fuori discussione. Il sistema collettivo è ancora un’opera aperta.
Gli outsider pericolosi: squadre da tenere d’occhio
Il Mondiale allargato a 48 squadre porta con sé un effetto collaterale interessante per chi analizza le quote: le potenziali sorprese sono più numerose, ma anche più difficili da individuare in anticipo. Con il vecchio formato da 32 squadre, le grandi europee e sudamericane avevano ampi margini di sicurezza nel girone. Con il nuovo formato, il Round of 32 porta automaticamente al tavolo squadre che in passato non avrebbero avuto accesso alla fase a eliminazione diretta. Alcune di queste potrebbero diventare problemi seri per le favorite.
Marocco è il nome che cito più spesso quando mi si chiede di un outsider credibile. La semifinale al Mondiale 2022 in Qatar non è stata una coincidenza: era il risultato di anni di costruzione tattica, di un’identità difensiva solidissima e di una mentalità collettiva rara nelle nazionali africane. Al Mondiale 2026, con due anni di ulteriore maturazione, le Aquile dell’Atlante sono un’insidia concreta per chiunque. La quota vincitore — che oscilla tra 20 e 30 — potrebbe raccontare una storia interessante.
Giappone ha dimostrato agli ultimi due Mondiali di non essere più una squadra sorpresa da gestire nei gironi: è una squadra strutturata, tattica, con giocatori di alto livello in tutta Europa. L’uscita ai rigori contro la Croazia nel 2022 ha lasciato il segno — la nazionale giapponese è arrivata al torneo 2026 con una voglia di riscatto palpabile. Quote tra 40 e 60 per la vittoria finale riflettono ancora una valutazione troppo conservativa.
Colombia è forse l’outsider che il mercato continua a sottovalutare. Una generazione di giocatori cresciuta nei migliori campionati europei, un sistema di gioco fisico e tecnico al tempo stesso, e la fame di un paese che non ha ancora vinto un Mondiale. Nel girone K — dove il secondo slot è ancora da definire — la Colombia potrebbe uscire facilmente con dieci punti su dodici, arrivando fresca alla fase a eliminazione diretta. James Rodriguez, al tramonto della carriera ma ancora capace di cambiare le partite, potrebbe trovare al Mondiale 2026 il suo palcoscenico finale.
Norvegia merita una menzione speciale: Erling Haaland alla sua prima Coppa del Mondo. Il centravanti del Manchester City è la variabile singola più difficile da prezzare per i bookmaker — un giocatore capace di spostare da solo gli equilibri di una partita, con una squadra attorno a lui che, nel girone I con la Serbia, ha buone possibilità di qualificarsi. Le quote per la vittoria finale della Norvegia — tra 40 e 60 — non tengono abbastanza conto dell’effetto-Haaland nei momenti decisivi.
Austria è un nome che voglio citare esplicitamente perché nessuno sembra farlo. Rangnick ha trasformato gli austriaci in una squadra che può competere tatticamente con qualsiasi avversario in Europa. Nel girone J con Argentina e Algeria, l’Austria non è la terza forza scontata che potrebbe sembrare. Se Alaba è in forma e l’organizzazione difensiva tiene, un secondo posto nel girone non è fuori portata. Quote tra 60 e 80 per la vittoria finale sono il classico segnale di sottovalutazione.
Pronostico Italia al Mondiale 2026: obiettivi e quota
Devo essere onesto, anche a costo di risultare impopolare: l’Italia non è tra i favoriti per la vittoria del Mondiale 2026. La quota che la vede vincitrice — stabilmente sopra 30 nella maggior parte dei bookmaker — riflette una valutazione realistica. Ma questo non significa che gli Azzurri non abbiano una storia da raccontare a questo torneo.
Il percorso fin qui è stato complicato. Secondo posto nel gruppo I di qualificazione UEFA, dietro la Norvegia di Haaland. Playoff contro l’Irlanda del Nord il 26 marzo 2026 — un ostacolo che sulla carta è abbordabile — con la finale di playoff il 31 marzo contro il Galles o la Bosnia. Se la qualificazione arriva, e le probabilità dicono di sì, l’Italia si troverebbe nel girone B con Canada, Svizzera e Qatar. Un girone dove un secondo posto si ottiene senza imprese straordinarie.
Gennaro Gattuso, nominato commissario tecnico dopo l’era Spalletti, ha portato un’intensità diversa. Il pressing alto, il gioco verticale, la mentalità combattiva che ha contraddistinto la sua carriera da calciatore e da allenatore — è una filosofia che l’Italia non praticava da tempo. La squadra è più fisica, meno prevedibile, più disposta ad accettare il rischio. Questo può funzionare contro squadre di alto livello, che si trovano di fronte un’Italia diversa da quella che si aspettavano.
Il limite degli Azzurri resta la profondità della rosa. Le prime undici possono competere con chiunque nelle fasi iniziali di una competizione. Ma da una potenziale terza partita in poi — quando la stanchezza accumula, quando gli infortuni arrivano, quando Gattuso deve attingere alla panchina — la qualità dei subentrati è inferiore rispetto a Francia, Spagna, Inghilterra. Su un torneo di sei settimane, questa differenza si fa sentire.
Il punto che molti analisti stranieri tendono a sottovalutare è il fattore motivazionale. Questa è la terza Coppa del Mondo consecutiva in cui l’Italia è costretta a passare dal playoff per qualificarsi — dopo i clamorosi fallimenti del 2018 e del 2022. L’umiliazione di non essere presenti a Russia 2018 e Qatar 2022 ha segnato una generazione di calciatori e di tifosi. Per chi gioca in questa squadra, raggiungere il Mondiale non è un obiettivo banale: è una redenzione collettiva. Quella motivazione, combinata con la freschezza tattica portata da Gattuso, potrebbe valere punti preziosi nei momenti decisivi.
C’è anche un aspetto anagrafico interessante: il nucleo della squadra — i giocatori tra i 24 e i 28 anni — è al picco della forma fisica e dell’esperienza. Non sono più i giovani promettenti del 2021 (quando vincemmo l’Europeo), né sono ancora nella fase calante. Il 2026 potrebbe essere la finestra temporale ideale per questa generazione.
Il mio obiettivo realistico per l’Italia: uscita dal girone B con un primo o un secondo posto, ottavi di finale, e poi vedere. Un quarto di finale sarebbe un risultato eccellente. La semifinale sarebbe un’impresa. Per chi vuole scommettere sulla nazionale, la quota qualificazione al Round of 16 — spesso intorno a 1.60-1.80 se l’Italia si qualifica ai playoff — è un’opzione più razionale della quota vincitore. La pagina dedicata all’Italia al Mondiale 2026 approfondisce ogni aspetto del percorso azzurro.

Analisi girone per girone: chi passa il turno
Il Mondiale 2026 ha una struttura che rende l’analisi dei gironi più complessa rispetto al passato. Dodici gironi con quattro squadre ciascuno, dove passano le prime due di ogni girone più le otto migliori terze classificate. Questo significa che anche il terzo posto non è automaticamente eliminatorio — un dettaglio che cambia le dinamiche tattiche nelle ultime giornate dei gironi.
Girone A — Messico, Corea del Sud, Sudafrica, playoff D UEFA: Il Messico è la squadra di casa di uno dei tre paesi ospitanti e parte come favorita, ma la Corea del Sud — con Hwang Hee-chan e una generazione di giocatori europei — è un avversario serio. Il playoff D UEFA aggiunge un’incognita. Pronostico: Messico e Corea del Sud ai primi due posti, con il terzo ancora contendibile.
Girone B — Canada, Svizzera, Qatar, playoff A UEFA (Italia?): Se l’Italia si qualifica, e le probabilità lo indicano come il risultato più probabile, il girone è accessibile. Canada come padrone di casa ha il vantaggio del sostegno del pubblico e di Davies in forma, ma tecnicamente è inferiore alle squadre europee. La Svizzera è un avversario solido e organizzato, abituato a raggiungere la fase a eliminazione diretta. Il Qatar è il punto debole del girone. Pronostico: Italia e Svizzera ai primi due posti.
Girone C — Brasile, Marocco, Scozia, Haiti: Il Brasile dovrebbe vincere il girone con relativa comodità. Il secondo posto è una battaglia tra Marocco e Scozia — due squadre con filosofie di gioco molto diverse ma con un livello tecnico comparabile. Haiti è l’outsider del gruppo, potenzialmente capace di una sorpresa nella prima partita prima che i valori si sistemino. Pronostico: Brasile e Marocco.
Girone D — USA, Paraguay, Australia, playoff C UEFA: Gli Stati Uniti giocano in casa nel senso più letterale — tre dei quattro stadi del gruppo sono negli USA. Il fattore ambientale, sommato a una rosa tecnica con Pulisic, Reyna e altri giocatori europei, fa degli USA i favoriti chiari. Paraguay e Australia si contendono il secondo posto. Pronostico: USA e Paraguay.
Girone E — Germania, Costa d’Avorio, Ecuador, Curaçao: La Germania deve dimostrare di aver superato la crisi dell’ultimo decennio. Il girone è accessibile, ma la Costa d’Avorio — con la nuova generazione di talenti africani — è un avversario che non si può sottovalutare. Ecuador e Curaçao sono le squadre che devono lottare per il terzo posto. Pronostico: Germania e Costa d’Avorio.
Per un’analisi completa di tutti e 12 i gironi, con le quote di qualificazione e i dettagli tattici di ogni squadra, la pagina dedicata ai gironi del Mondiale 2026 è il riferimento principale.
Dalla fase a gironi alla finale: scenari possibili
Un esercizio che faccio ogni Mondiale — e che mi diverte quasi quanto guardare le partite — è costruire lo scenario di torneo che i bookmaker non stanno prezzando correttamente. Non necessariamente il più probabile, ma quello che, se si realizzasse, produrrebbe le quote più redditizie per chi le aveva viste prima.
Lo scenario che mi intriga di più per il 2026 è quello di una finale Brasile-Spagna. Non perché sia la più probabile — ci sono troppe variabili tra ora e il 19 luglio — ma perché sarebbe la finale tecnicamente più ricca della storia recente. Due filosofie di calcio diverse: la verticalità sudamericana contro il possesso europeo. Due rose costruite con filosofie diverse ma con qualità assoluta in ogni reparto. Una finale del genere nel MetLife Stadium di New York sarebbe un evento sportivo di portata storica.
Lo scenario che temo di più, come appassionato e come analista, è un percorso inglese fino alla finale. Non perché l’Inghilterra non meriti — la rosa è tra le migliori del torneo — ma perché la struttura del loro potenziale bracket nel tabellone è la meno impegnativa tra le grandi favorite. Se l’Inghilterra incontra le squadre giuste al momento giusto, il talento individuale può bastare anche senza la coerenza tattica che manca storicamente.
Il Round of 32 — che sostituisce gli ottavi nel nuovo formato — è la fase del torneo che cambierà più radicalmente le dinamiche rispetto al passato. Sedici partite in una settimana, dove le grandi favorite incontrano per la prima volta squadre che non avrebbero superato il girone nell’old format. Le squadre africane, asiatiche e nordamericane che hanno migliorato il proprio livello tecnico negli ultimi anni troveranno qui la loro finestra di opportunità.
C’è un elemento del nuovo formato che merita attenzione specifica: le migliori terze classificate. Nel vecchio torneo da 32 squadre, finire terzi nel girone significava eliminazione certa. Con il nuovo formato, otto delle dodici terze classificate passano al Round of 32. Questo cambia completamente le dinamiche delle ultime partite dei gironi: una squadra terza classificata con un buon numero di gol segnati e un risultato difensivo solido può ancora qualificarsi. Il che significa che le grandi favorite potrebbero non “gestire” la terza partita del girone come farebbero normalmente — continuare a segnare è fondamentale per tenere alta la differenza reti.
Un altro scenario possibile — e qui mi avventuro in territorio più speculativo — è che la Norvegia di Haaland raggiunga i quarti di finale. Non sarebbe una sorpresa nel senso classico del termine: la Norvegia ha giocatori di altissimo livello in tutta Europa. Sarebbe una sorpresa rispetto alle aspettative di partenza, il che significa quote potenzialmente interessanti per chi ci crede prima del torneo.
Value bets sul Mondiale: dove il mercato si sbaglia
Dopo nove anni di analisi sui mercati delle scommesse, ho imparato una cosa: i bookmaker sono molto bravi sui mercati ad alto volume — risultati finali, over/under delle partite tra grandi favorite — e significativamente meno precisi sui mercati a basso volume e sulle quote a lungo termine per squadre fuori dai top tier.
La prima area di valore che identifico per il Mondiale 2026 è la quota “raggiungere i quarti di finale” per il Marocco. Se la quota è sopra 3.00, e io credo che la probabilità reale sia intorno al 40-45%, c’è valore. Il Marocco ha dimostrato nel 2022 di saper eliminare squadre teoricamente superiori — il loro approccio difensivo-controffensivo è particolarmente efficace nei gironi con partite ravvicinate.
La seconda area riguarda i marcatori del torneo — i capocannonieri. Erling Haaland, se la Norvegia si qualifica, è sistematicamente quotato troppo in basso rispetto alla sua efficienza realizzativa. In un torneo dove si giocano potenzialmente sette partite, un centravanti di quella qualità con una nazionale che costruisce il gioco attorno a lui può essere devastante. La quota per Haaland come capocannoniere del torneo — tipicamente tra 8.00 e 12.00 — è una delle scommesse a lungo termine che prendo in seria considerazione.
La terza area, più tecnica, riguarda i mercati Over/Under nei gironi con forti asimmetrie tecniche. Quando una grande favorita affronta una squadra di livello notevolmente inferiore, la quota Over 3.5 può offrire valore reale. Nel Mondiale 2022, le partite con queste caratteristiche hanno prodotto una media di 3.8 gol. Identificare i matchup corretti nella fase a gironi e posizionarsi prima che le quote vengano aggiustate è uno degli approcci tattici che uso sistematicamente.
Una quarta area che raramente viene discussa: il mercato sull’assist più frequente del torneo, disponibile su alcuni operatori. Giocatori come Lamine Yamal (Spagna), Bellingham (Inghilterra) o Vinicius Jr (Brasile) — che operano nella zona creativa del campo e che hanno compagni di alto livello davanti a loro — tendono a produrre più assist rispetto a quanto le loro quote suggeriscano. Un torneo da sette partite per una squadra arrivata fino in fondo offre moltissime opportunità per questi profili.
La quinta e ultima area di value che identifico riguarda i rigori. Storicamente, le squadre sudamericane — Brasile e Argentina in testa — hanno percentuali di conquista e trasformazione dei rigori superiori alla media europea nelle competizioni internazionali. I mercati relativi ai rigori (numero di rigori del torneo, squadra con più rigori) tendono a essere meno analizzati e quindi a offrire quote con margine del bookmaker più alto e, paradossalmente, più valore per chi li studia.

Il verdetto finale di Marco Ferretti
Dopo tutta questa analisi, è giusto che io metta la firma su un pronostico concreto. Non un elenco di “potrebbero”, ma una previsione chiara con le ragioni che la sostengono.
Vincitore del Mondiale 2026: Spagna. La squadra di De la Fuente ha tutto ciò che serve per vincere un torneo lungo: tattica sofisticata, rosa profonda, giovani di talento assoluto già con esperienza internazionale di vertice, e una coerenza di sistema che le permette di non dipendere da un singolo campione. La quota intorno a 5.50-6.00 non è bassa, ma riflette un mercato che ancora non ha completamente aggiornato la propria valutazione dopo l’Europeo 2024. Per me, quella è una quota con valore reale.
Finalista opposta: Brasile, con l’avvertenza che la Francia — se Mbappé è in forma e lo spogliatoio è compatto — può sorprendere fino in fondo. La differenza tra Spagna e Brasile in una potenziale finale sarebbe marginale, e piccoli dettagli — un giocatore in più in forma, un episodio arbitrale, la gestione della stanchezza — potrebbero decidere tutto.
La mia previsione per l’Italia: se si qualifica ai playoff, il girone B è alla portata. Gli ottavi di finale contro la terza classificata di un altro girone rappresentano un obiettivo realistico. Il quarto di finale sarebbe il risultato che renderebbe questo Mondiale un successo per il movimento calcistico italiano, indipendentemente da tutto il resto.
Capocannoniere: Erling Haaland, con la condizione che la Norvegia superi il girone. Se il Brasile arrivasse fino in fondo con Vinicius Jr dominante, potrebbe essere lui il candidato alternativo. Ma in termini di efficienza realizzativa pura, Haaland è il centravanti che su sette partite può fare la differenza più significativa sul tabellino dei marcatori.
Rivelazione del torneo: Giappone. Con un’intera generazione di giocatori cresciuta nei migliori campionati europei e due Mondiali di esperienza alle spalle, i Samurai Blue arrivano al 2026 come la squadra asiatica più temuta. Il Round of 32 potrebbe rivelarsi la fase in cui il Giappone supera le aspettative per la terza volta consecutiva. Una quota tra 1.80 e 2.20 per il passaggio al Round of 16 — se disponibile — varrebbe l’investimento.
